50 anni di Teologia della Liberazione – Stefano Evangelista

Ven, 03/12/2021 - 20:42 - manuela

50 anni di  Teologia della Liberazione – Stefano Evangelista

Nel Dicembre del 1971 fu pubblicato a Lima la Teologia della liberazione di Gustavo Gutierrez, frate domenicano di origine quechua, la popolazione nativa del Perù. Il libro fu tradotto in tutte le principali lingue dando risonanza ad un movimento teologico che si innestava sul percorso intrapreso dalla Chiesa cattolica sud-americana all’indomani del Concilio Vaticano II. L’autore conferma che per il titolo di quel libro si ispirò all’Esodo in cui Dio libera il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto, ma non era solo un fatto lessicale: il dibattito degli  anni Sessanta verteva sulle disuguaglianze economiche fra paesi occidentali e quelli in via di sviluppo. Argomento in parte ripreso dall’enciclica di Paolo VI “Populorum progressio”. Con la "teologia” l’annuncio cristiano non era più un atto astratto di fede ma una presa di coscienza spesso vicino alla lotta di classe. Così questa corrente di pensiero fu spesso accusata di flirtare con il marxismo o peggio con i movimenti rivoluzionari e spesso martirizzata, condannata e riabilitata.  Continua a leggere qui

 

 

 

Cinquant’anni di teologia della liberazione

Cinquant’anni fa nel Dicembre del 1971 fu pubblicato a Lima la Teologia della liberazione di Gustavo Gutierrez, frate domenicano di origine quechua la popolazione nativa del Perù. Il libro fu tradotto in tutte le principali lingue dando risonanza ad un movimento teologico che si innestava sul percorso intrapreso dalla Chiesa cattolica sud-americana all’indomani del Concilio Vaticano II. L’autore conferma che per il titolo di quel libro si ispirò all’Esodo in cui Dio libera il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto ma non era solo un fatto lessicale: il dibattito degli  anni sessanta verteva sulle disuguaglianze economiche fra paesi occidentali e quelli in via di sviluppo. Argomento in parte ripreso dall’ enciclica di Paolo VI “Populorum progressio”. Con la ”teologia” l’annuncio cristiano non era più un atto astratto di fede ma una presa di coscienza spesso vicino alla lotta di classe. Cosi’ questa corrente di pensiero fu spesso accusata di flirtare con il marxismo o peggio con i movimenti rivoluzionari e spesso martorizzata, condannata e riabilitata. Con il coinvolgimento di un nucleo importante di vescovi ad altri teologi fra cui Leonardo Boff e con le esperienze delle comunità di base si cerco’ di dare espressione ad una Chiesa vicina ai ceti piu’ umili e di cercarne di favorirne le istanze di miglioramento. Don Renzo Rossi, grande amico di Balducci e frequentatore dela Badia, ci raccontava della sua opera di aiuto ai carcerati brasiliani durante la dittatura militare brasiliana (1964-1985). Alcuni esponenti della liberazione radicalizzarono però questa visione ed esempio Cardenal fu protagonista della rivolta sandinista in Nicaragua sospeso a divinis da Giovanni Paolo II e poi riabilitato da Papa Francesco. Il tributo di sangue della repressione violenta dei regimi anti-democratci sud-americani fu alto: uno per tutti l’omicidio del cardinale Romero, freddato da sicari nell’atto di dire messa. L’elezione di Papa Giovanni Paolo II e successivamente di Papa Ratzinger riorientò l’azione della Santa Sede verso il contrasto all’ateismo promosso dai paesi comunisti e verso il depotenziamento delle aperture del Concilio almeno in parte favorite dal pontificato di Paolo VI. Negli anni novanta si susseguirono condanne e abbandoni (Boff fu cotretto al silenzio nel 1985 e abbandonò l’abito francescano nel 1992). Nel 2015 Papa Francesco ha beatificato il cardinale Romero, dando un significativo riconoscimento a tutto questo movimento di “liberazione” che ha coinvolto cosi’ tanti credenti.