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I luoghi di Padre Balducci negli scatti di Giovanna Bondi

Fiesole - Continuano con successo le iniziative per celebrare il ventennale della scomparsa di Padre Ernesto Balducci, promosse ed organizzate dalla Fondazione omonima. Dopo convegni, lectio magistralis, seminari, messe, commemorazioni alla tomba ora alcune mostre per ricordare questo Padre scolopio, letterato di fama internazionale, uomo della parola, grandissimo oratore, scrittore profondo ed arguto, intellettuale raffinato. La prossima mostra si apre domani, 16 maggio, nel Chiostro della Badia Fiesolana, dove Balducci ha vissuto i suoi ultimi anni dopo l’esilio romano. “Una fuga immobile”, è il titolo della mostra fotografica, ad ingresso gratuito, curata da Giovanna Biondi che attraverso i suoi scatti in bianco e nero racconta per immagini i luoghi che hanno segnato la vita, la spiritualità, l’intelletto di Balducci. Dalla natia Santa Fiora, al periodo romano, al ritorno in Toscana alla Badia Fiesolana. Il Monte Amiata, il monte Labbro, le miniere del Siele, i castagneti, la sua casa, la sua finestra, la nera trachite dei muri del paese, il convento, la rupe, la chiesa della prima messa, la torre del Lazzeretti. Nelle immagini c’è anche la Firenze dove la vocazione gli si è rivelata, città che “ormai appartiene al mio sangue”, scriveva. Poi l'esilio tuscolano-romano dove ha vissuto la primavera di rinnovamento della Chiesa, potendo vivere in prima persona il Concilio e dove intravide, nei sacri palazzi, inattesa, quella dimensione umana che forse lì riteneva perduta. E, infine, il sospirato ritorno a Firenze, o meglio, a Fiesole, in quel posto magnifico che è la Badia, da cui si domina la città, e dove resta immortale nella sua predicazione domenicale. La scelta del bianco e nero, eliminando la possibile “distrazione” del colore, aiuta a cogliere l’essenzialità delle immagini e a renderle in qualche modo atemporali. La Biondi non conosceva padre Ernesto prima di questo lavoro, “ma attraverso i suoi numerosi scritti e interviste l'ho incontrato, conosciuto, stimato, ammirato. Mi ha condotto per mano dove è nato, dove gli si è rivelata la vocazione, nei posti del forzato esilio fino al ritorno alla sua Fiesole. Attraverso le mie foto ho tentato di rendere visibili, vivi, comprensibili la sua vita, i suoi pensieri, i suoi luoghi. Con le mie immagini ho provato a sfiorare l'uomo planetario”. Chiudono invece la prossima settimana, rispettivamente il 20 e il 22 maggio, le altre due mostre commemorative, aperte lo scorso 5 maggio, presso la Galleria di Palazzo Medici Riccardi, realizzati in collaborazione con la Provincia di Firenze e con il contributo di Unicoop Firenze. La prima è una mostra bio-bibliografica, con documenti inediti, curata da Andrea Cecconi, direttore della Fondazione e per anni collaboratore di Balducci, che racconta le varie fasi della vita di padre Ernesto e del suo itinerario di intellettuale e di religioso svolto nella chiesa e nella cultura, attraverso il materiale d’archivio: la sua corrispondenza, i documenti, i manoscritti, gli appunti, gli opuscoli a stampa e la sua produzione saggistica e omiletica. A questo si aggiunge il materiale cartaceo, proveniente soprattutto dall’archivio di padre Balducci e in parte dall’Archivio Provinciale delle Scuole Pie Fiorentine, come documenti autografi, una vasta raccolta di immagini e manifesti a stampa relativi alle vicende del dissenso cattolico, a quelle delle comunità di base e alla vicenda dell’Isolotto, documenti emerotecari e pubblicazioni a stampa in edizione limitata di estrema rarità e ormai introvabili. Numerosi i materiali inediti: i quaderni dei diari del padre scolopio, la raccolta manoscritta delle sue poesie giovanili, alcune lettere di particolare significato.La seconda “Non sono che un uomo”, è una mostra di pittura che raccoglie le opere di 20 diplomati dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze che hanno vissuto alcuni mesi a Santa Fiora, paese natale di Balducci, e a Fiesole, dove hanno approfondito il pensiero intellettuale e spirituale del religioso. Ispirati da questi posti hanno realizzato delle opere pittoriche di grande pregio. La mostra è curata da Adriano Bimbi, Mauro Pratesi e Susanna Ragionieri. Entrambe le esposizioni sono a ingresso gratuito con orario 9-19. Informazioni su www.ventennalebalducci.it

Autore pezzo

Franco Mariani

Testata

StampToscana