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Padre Balducci, vent'anni dopo

Firenze - Venti anni dalla scomparsa di padre Ernesto Balducci (6 agosto 1922 – 25 aprile 1992) sono un'occasione di memoria più matura per cogliere con più sensibilità la ricchezza di una riflessione e di una predicazione che mentre cercava di decifrare nelle pagine della Scrittura e nei suoi testimoni “densità profetica assoluta”, d'altra parte non cedeva alle “astuzie esegetiche che usiamo per cavarcela”. Chi si avvicina a padre Balducci oggi misura con più tatto la fragilità di “decattolicizzarne” l'impronta e la vita.
Egli stesso metteva le mani avanti su alcuni tentativi, un po' sincretistici, a metà strada tra ideologie e fedi, nel suo 'L'uomo planetario': "Chi ancora si professa ateo o marxista o laico e ha bisogno di un cristiano per completare la serie delle rappresentanze sul proscenio della cultura non mi cerchi: io non sono che un uomo". Per certi versi scongiurava quel rischio che il vescovo di Fiesole Antonio Bagnoli temeva potesse attecchire proprio in Balducci.
Altro ed alto è un passo condiviso, solidale, tra differenti, tra sensibili a quella “differenza cristiana” che è stata oggetto di una profonda lettura del priore di Bose Enzo Bianchi che il 16 febbraio terrà una lectio magistralis proprio su Balducci a Firenze. Non manca la luce, il Vangelo, per guidare i passi mentre si colgono i reali comportamenti delle persone.
“In certe forme di fede c'è presunzione e in certe forme d'ateismo c'è solo paura”, scrive Balducci in un bel volume di prossima pubblicazione, curato da Andrea Cecconi e dal cantautore Beppe Dati che hanno riunito in ‘Pagine per l’anno’ pensieri e frammenti di diari di Balducci, una sorta di lunario per stare in compagnia con padre Ernesto ogni giorno, riappropriandosi del senso del tempo e dell'orientamento da dargli (e da darsi).

Guardare avanti con la bussola del Concilio. Queste ‘Pagine’, fanno seguito all’ultimo dei preziosi epistolari curati da Andrea Cecconi: il carteggio con lo scrittore Luigi Santucci, comprensivo di un periodo, dal 1955 al 1991, rivelatore di un amore per il Concilio e Giovanni XIII nel cui solco va collocata e ricondotta la fioritura di Balducci. “Caro Lillo… Sono pazzo, pazzo, pazzo per il discorso di Giovanni XXIII.
Le vent se lève”. Il riferimento era alla presentazione dell’enciclica ‘Pacem in terris’. La lettera non è datata. Siamo tuttavia nel 1963. Datata è invece la lettera di Santucci a Balducci del 25 aprile di quell’anno, alcuni giorni dopo un’udienza privata con il Papa: “E’ un uomo di cui siamo troppo e da troppo tempo innamorati per avere delle sorprese positive: eppure lui ha saputo darcene, nella squisita spontaneità e amabilità che sembra, a respirarla a un palmo da lui, davvero una leggenda…Tengo in serbo, stanne certo, ogni parola e sfumatura, perché considero di ave avuto questo privilegio per conto di voi tutti e di doverlo custodire per voi. (Sì, gli ho parlato di mia mamma, ed egli mi ha ricambiato con confidenze e ricordi della sua: è un figlio meraviglioso come è un meraviglioso padre)…”.
Di questa passione per Giovanni e anche di una forte fiducia nel successore Montini sono espressivi interventi di Santucci e, soprattutto, il libro di Balducci ‘Papa Giovanni’. Il 17 agosto ’63, Balducci scrive: “Dobbiamo far di tutto per ricordare a Paolo VI - così ardito, così ispirato – di continuatore dell’opera di Papa Giovanni.
Per ora non ci ha deluso”. Emergono tratti, sottolineature, che possono colti accompagnandoli alla lettura dell’approfondito libro di Bruna Bocchini Camaiani ‘Ernesto Balducci. La Chiesa e la modernità’ (Ed. Laterza) e, su un piano specifico, a ‘Il pensiero politico-sociale di Ernesto Balducci e la globalizzazione’ di Salvatore Cingari (Ed. libreria Chiari).
Le iniziative che verranno promosse nel ventennale della scomparsa, a partire da giovedì 16 febbraio, portano a definire ulteriormente il profilo di Balducci e a proiettarlo nel futuro. In campo da una parte la Fondazione Balducci, dall’altra la rivista Testimonianze, convergenti sul alcuni appuntamenti. Eccoli di seguito.

Le iniziative della Fondazione Balducci. La Fondazione ha predisposto un programma intitolato “Non sono che un uomo – I luoghi, le idee, la fede”, in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Firenze, Provincia italiana degli Scolopi e i Comuni di Firenze, Fiesole, Frascati e Santa Fiora, oltre a iniziative ideate con la Provincia di Roma, i Comuni di Milano e Bolzano, le Scuole Pie napoletane e gruppi, associazioni ed enti sparsi in tutta Italia.
Si comincia dunque con la lectio magistralis, il 16 febbraio, nel Salone de’ 500 di Palazzo Vecchio, di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, alle 17, presente l'arcivescovo Giuseppe Betori. Il 10 marzo alla Badia Fiesolana la rivista ‘L'altrapagina’ di d. Achille Rossi terrà un convegno sulla teologia del terzo millennio. Balducci sarà poi ricordato insieme a David Maria Turoldo ad aprile al convento di Pietralba (Bolzano) e a novembre a Palazzo Marino e Casa della carità di Milano.
A Palazzo Medici Riccardi a Firenze e a Santa Fiora sull’Amiata (dove Balducci nacque) si terrà una mostra dei diplomati dell’Accademia di Belle Arti fiorentina con opera ispirate alla geografia del Balducci e ai suoi scritti. Nei luoghi balducciani, Giovanna Biondi ha scattato fotografie che verranno esposte prima a Fiesole nel Chiostro della Badia Fiesolana (ospite dell'Istituto Universitario Europeo), quindi a Santa Fiora e a Frascati (Roma). Itinerante anche la mostra bio-bibliografica curata direttamente da Andrea Cecconi che si terrà a Firenze e poi a Palazzo Valentini a Roma.
Dal 30 marzo al 30 maggio mostra di scultura in vari luoghi di Fiesole (Basilica di Sant’Alessandro, Chiesa della Badia Fiesolana, Palazzo Vescovile di Fiesole, Museo Bandini) dedicata a Venturino Venturi quale omaggio all’amicizia che legava Balducci allo scultore del quale nel 2012 ricorre il decennale della morte. Fu lui nel 1982 l’autore del manifesto per il secondo convegno fiorentino "Se vuoi la pace prepara la pace".
Previsti anche due inediti musical-teatrali, entrambi al Teatro Romano di Fiesole: a maggio Beppe Dati proporrà ‘Il sogno di una cosa’, una serie di letture intercalate da brani musicali e interventi, inerenti alla biografia del Padre scolopio e ad alcuni aspetti del suo pensiero. A luglio sarà la volta dei Chille de la Balanza con ‘L’uomo planetario’, uno spettacolo teatrale-conversazione di e con Claudio Ascoli realizzato come un evento itinerante durante il quale anche gli spettatori divengono protagonisti.
Per scaricare il programma completo degli eventi curati dalla Fondazione: http://ventennalebalducci.it/

Autore pezzo

Michele Brancale

Testata

La Nazione

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