Messaggio di errore

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Turoldo e Balducci, vent’anni dopo

Se li misuri con il metro della storia possono essere densi quanto vuoi, ma restano una goccia in un oceano. Se invece te li compari addosso, sono una buona parte del tuo vivere o una serie di passaggi che ci ricollega ad ieri in un palpito, il tempo necessario di un’intuizione. Se torniamo indietro di venti anni nella storia di questo Paese troviamo un anno denso di lutti, dipartite pesantissime. L’anno della morte per strage dei giudici Falcone e Borsellino insieme ai molti altri caduti con loro, in una stagione che ha visto vacillare i presupposti stessi della democrazia … ma il 1992 ci aveva già sottratto padre David Maria Turoldo e padre Ernesto Balducci. Chi li ha conosciuti ed apprezzati sa quanto erano preziose le loro intuizioni, che tempo difficile è quello che si affronta senza il discernimento della contemporaneità. Si può ovviamente non essere d’accordo con quanto sostenevano od hanno operato, ma non si può disconoscere la limpidezza del dettato culturale, la passione per la Parola, che si traduceva meravigliosamente in quella predicata o nella sua esplicitazione per immagini nel linguaggio poetico, quanto hanno vissuto in fedeltà alla loro origine, in solidarietà con chi ha meno. Quando il fiorentino Massimo Tarducci, regista, attore, soprattutto amico, mi ha chiesto collaborazione per realizzare un documentario sulle tracce della loro memoria, e la memoria comune per la stagione vissuta assieme anche a Firenze, ho avuto l’opportunità di regolare, almeno in parte, un enorme debito di riconoscenza nei loro confronti. Davide Maria ed Ernesto sono stati molto importanti per chi magari si è mosso sul confine tra esperienze diverse ma S testimoni incontrati, preti «non del dissenso o del consenso, ma alla ricerca del senso», un senso arduo ed aspro nella fatica dei giorni, ma possibile perché profondamente radicato nella Scrittura. Avevo già collaborato con Massimo quando, con Manuela Critelli ed Olga Mugnaini, aveva scritto i testi per un documentario su Giorgio La Pira. Anche allora cercammo di definire i tratti di un itinerario di memoria attraverso coloro che lo avevano conosciuto ma pure nelle città che aveva amato e servito nella sua vita. Stavolta io e Massimo intrecciamo testimonianze e luoghi attraverso i termini di una ricerca che, fin nel suo idearsi, si lascia sopraffare dal tanto che sarebbe necessario narrare. Il tempo che ci era consentito non era molto … il minutaggio del video voleva essere contenuto. Alcuni luoghi fondamentali del percorso di vita di Balducci e Turoldo sono appena sfiorati ed alcuni aspetti della loro esistenza non sono approfonditi come sarebbe necessario: abbiamo deciso di rimanere vincolati a quanto può realizzare un personaggio che si metta in un viaggio nel limite di un cercare con risorse minime, nei frammenti percepibili quando la grandezza delle persone rimanda a quella sconfinata dello Spirito. Ci si confronta con la propria inadeguatezza e si tenta di imparare anche da essa. Questo viaggio di memoria lo abbiamo realmente compiuto ed ha avuto la sua parte di avventura e di scoperta: la bellezza delle persone che abbiamo incontrato rende ragione di quella di Davide Maria e di Ernesto. Per quanto avessi capito incontrandoli, di persona e attraverso i loro scritti, averli nuovamente davanti nelle parole e nelle emozioni di chi ha voluto loro bene e si è arricchito della loro grande umanità è stato occasione, più di una volta, di un’autentica commozione. Oltre che di un profondo senso di nostalgia per la profezia perduta o ancora non appresa, appresa come avremmo potuto fare o dovremmo con urgenza provare a fare … Realizzare questo lavoro non sarebbe stato possibile senza l’ausilio della Fondazione Ernesto Balducci e il Centro per la Pace di Bolzano, nonché vari elementi della stessa pubblica amministrazione di questa città. Poi gratitudine imperitura a Laura Barabesi, operatrice e autrice del montaggio video e sonoro: anche quello con lei è stato bellissimo incontro. Abbiamo vissuto un tempo di lavorazione sereno ed allegro, abbiamo conosciuto - lo ben volentieri - persone fantastiche, visto luoghi Santuario di Pietralba non dimentica: ma anche tanto d’altro, Santa Fiora compresa, per quanto già tanto amata) che sono veramente dell’anima, pensato e, per che mi riguarda, meditato pregato assai. Questo lavoro stato davvero un bellissimo regalo: la pienezza di vita incontrata e da narrare mi sembra davvero il modo migliore per commemorare questi due grandi amici: loro, di Dio e del genere umano.

Autore pezzo

Andrea Bigalli

Testata

Osservatore Toscano