Fondazione Ernesto Balducci
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Ernesto Balducci: Nota biografica
L'arrivo a Firenze
La rivista “Testimonianze”
L'esilio romano e il Concilio
Il ritorno a Firenze
La “Svolta antropologica”
Le “Edizioni Cultura della Pace” (ECP)
La morte

Balducci a Roma durante il ConcilioL'esilio romano e il Concilio

Le censure romane verso i fermenti innovatori presenti nella Chiesa cattolica, che caratterizzano gli ultimi anni del pontificato di Pio XII, colpiscono anche le iniziative 'imprudenti' di La Pira, rivolgendosi contro l'ambiente e i collaboratori più stretti del sindaco. Nel 1954 la nomina di Ermenegildo Florit, legato ad Ottaviani e al 'partito romano', come vescovo coadiutore «ad sedem», assumeva questo significato, così come tra il 1958 e il '59 l'allontanamento di religiosi legati a La Pira: Balducci, David Maria Turoldo e Giovanni Vannucci, mentre la nomina di Bartoletti, rettore del seminario, a vescovo ausiliare e poi ad amministratore apostolico a Lucca, con poteri di fatto molto limitati, assumeva il significato di un «promoveatur ut amoveatur».
L' «esilio» di Balducci a Frascati colpiva il Cenacolo e «Testimonianze» privandoli del loro ispiratore. Ma, per una imprevedibile coincidenza che egli amava chiamare «ironia della Provvidenza», in realtà quel trasferimento, prima a Frascati poi a Roma dal 1959 al '65, gli permise di seguire da vicino gli eventi connessi con il pontificato di papa Giovanni XXIII e i lavori conciliari.
Copertina del "Diario dell'esodo" di Ernesto Balducci Il Concilio, vissuto a Roma, dette la possibilità a Balducci di intessere una serie di rapporti con i teologi e i vescovi di tutto il mondo e divenne un'occasione unica di ampliare i suoi orizzonti teologici, ecclesiologici ed esegetici. Egli si impegnò molto nello studio e nella divulgazione del dibattito conciliare, condividendo la speranza di una riforma della Chiesa incentrata sul primato della Parola di Dio, nella forte rivalutazione del ruolo del popolo di Dio e della Chiesa locale e su un rapporto profondamente rinnovato della Chiesa con il mondo contemporaneo (La Chiesa come eucarestia, Queriniana, Brescia 1969; Diario dell'esodo, Vallecchi, Firenze 1971).
In realtà, proprio in questi anni di grandi speranze di rinnovamento della Chiesa e della società, Balducci dovette affrontare molte polemiche e conflitti per le sue prese di posizione. Basti ricordare, a seguito della pubblicazione di un articolo-intervista su «Il Giornale del mattino» datato 13 gennaio 1963, dal titolo La Chiesa e la Patria, il processo, svoltosi tra il 1963 e il '64, per apologia di reato per la difesa dell'obiezione di coscienza, conclusosi con la condanna in appello e in cassazione e la contemporanea denunzia al Sant'Uffizio sulla base delle stesse accuse.
Se le fratture non divennero drammatiche ciò fu dovuto ad un'antica stima di Giovan Battista Montini, che rimase praticamente inalterata per tutto il pontificato e costituì un elemento indubbio di protezione, e ad una certa capacità di mantenere rapporti personali con gli stessi esponenti delle autorità romane che esprimevano le censure.