Fondazione Ernesto Balducci
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Ernesto Balducci: Nota biografica
L'arrivo a Firenze
La rivista “Testimonianze”
L'esilio romano e il Concilio
Il ritorno a Firenze
La “Svolta antropologica”
Le “Edizioni Cultura della Pace” (ECP)
La morte

La facciata romanica della Badia FiesolanaIl ritorno a Firenze

Di fatto fu per intervento di Paolo VI, incontrato nell'ottobre dell'anno precedente, che Balducci, nel febbraio 1965, ritornò a Firenze, pur dovendo risiedere a Fiesole, cioè fuori dalla diocesi fiorentina, di cui era vescovo Ermenegildo Florit.
Due anni dopo il suo rientro a Firenze, muore don Lorenzo Milani di cui Balducci aveva seguito le vicende e l'evolversi della malattia.
La 'restaurazione' conciliare, espressa emblematicamente dalla Humanae vitae e dalla destituzione di Lercaro, aveva ripercussioni pesanti anche a Firenze con i conflitti ecclesiali legati al governo della diocesi esercitato da Florit e al 'caso' Isolotto. Balducci modificò progressivamente il suo atteggiamento verso le speranze di riforma della Chiesa esprimendo la sua delusione al riguardo. Questa consapevolezza, sempre più lucida e amara, si collegava ad un mutato clima culturale verso la fine degli anni Sessanta, portando la sua riflessione verso quella svolta che egli stesso avrebbe definito di «secolarizzazione» o «svolta antropologica» o «planetaria» che sarebbero emerse pienamente negli scritti degli anni Ottanta.