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Le
Edizioni Cultura della Pace (ECP)
In questa prospettiva si impegna,
dal 1986, con la fondazione della casa editrice
Edizioni Cultura della Pace (ECP) che rappresenta
il suo impegno più significativo degli ultimi
anni. Inizialmente la produzione della casa editrice
si articola in due collane: l'«Uomo Planetario»
e l'«Enciclopedia della Pace» costituita
da varie sezioni («Maestri», «Problemi»,
«Testi/Documenti»), cui se ne aggiungono
presto di nuove come le «Caravelle»
pensate in vista del cinquecentenario della scoperta
dell'America.
Lo stesso Balducci, nella sezione «Maestri»
pubblica le biografie di Giorgio La Pira (1986), Gandhi
(1988) ed quella, fortunatissima, di Francesco D'Assisi
(1989), ed inizia le collane «Uomo Planetario»
e «Caravelle», ripubblicando L'uomo planetario
e dando alle stampe l'ultimo libro Montezuma scopre
l'Europa (1992).
Il suo discorso, la riflessione e predicazione si incentrano
sempre più nettamente su una matrice biblico-evangelica,
intesa come prospettiva profetica; in essa si collocano
la lettura del Vangelo come annuncio di pace e di una
società non violenta; il suo impegno per gli
emarginati nella città, i suoi rapporti con il
carcere e con i detenuti 'politici', così come,
con assoluta continuità, la sua partecipazione
alle lotte di liberazione dei popoli del terzo mondo.
Sono
realtà vissute senza soluzione di continuità,
come «uomo tra gli uomini», come annunciatore
della Parola, che assume le ragioni storiche di tutti
come radici e fondamento della speranza. In questa prospettiva,
la distinzione fede-religione viene ampiamente utilizzata
per una critica più generale alla «struttura
sacrale» come «struttura di segregazione»
dell'uomo.
All'inizio del 1992 muore l'amico David Maria Turoldo:
Balducci partecipa alla liturgia funebre nella Chiesa
di San Carlo a Milano celebrata dal vescovo della città,
cardinale Carlo Maria Martini.
Alla fine di marzo presenta il volume La terra del
tramonto alla Badia fiesolana, intervistato da Sergio
Zavoli. In una Sala degli Affreschi affollatissima,
Balducci riconferma – durante quello che sarà
il suo ultimo incontro pubblico di un certo rilievo
- gli esiti della sua riflessione intellettuale: la
cultura intesa non come «puro modo di pensare»
ma come «modo di essere»; l'umanità,
nella pluralità delle sue espressioni, come nuovo
soggetto della storia in luogo dell'«umanità
occidentale»; la speranza intesa come fede
nella ragione critica piuttosto che come atteggiamento
psicologico; la dialettica tra l'uomo inedito e l'uomo
edito; il dialogo con l'altro come disponibilità
all'ascolto.
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