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Gli scopi
La Fondazione non è
solo lo strumento necessario per custodire con pubbliche
garanzie l'interessantissimo archivio, per
studiarlo e sottrarlo al pericolo di dispersione; non
è solo lo strumento più adatto per curare
l'edizione delle numerose opere di Ernesto Balducci;
ma è anche il mezzo più solido per accogliere
sotto una stessa unità programmatica le autorità
scientifiche e le risorse sociali e politiche che sono
necessarie per questa non facile impresa di mettere
a frutto il messaggio lasciato da una personalità
così ricca e poliedrica e di scoprire un pensiero
ancora non adeguatamente conosciuto.
La Fondazione intende infatti progressivamente
realizzare le attività delineate nello Statuto
e quelle che via via il momento storico suggerirà
come più opportune nell'ambito delle finalità
generali stabilite nello Statuto stesso (vedi allegato
agli articoli 4 e 3 ).
Un primo campo di ricerca e di attività della
Fondazione è quello che può definirsi
su Ernesto Balducci, nel senso che intende studiare,
valorizzare e diffondere il suo pensiero e il significato
della sua figura culturale e religiosa nel
panorama della società e della chiesa italiana.
I programmi di studio e l’attività in questo
settore sono coordinati dalla prof. Bruna Bocchini Camaiani,
coadiuvata da un Comitato scientifico di storici ‘Garanti’
per il lavoro di valorizzazione dell’archivio.
A tal fine, la Fondazione ha già curato
la pubblicazione di alcuni volumi, in parte inediti,
dello scolopio, così come una serie di studi,
per i quali si rimanda al catalogo allegato.
Per le attività attinenti all'Archivio e alla
Biblioteca, la Fondazione ha attuato, grazie al contributo
e alla collaborazione della Regione Toscana, apposite
borse di studio.
Un secondo campo di ricerca e attività della
Fondazione attiene alla elaborazione scientifica e alla
promozione sociale delle tematiche più importanti
affrontate da Balducci, soprattutto nell'ultimo periodo
della sua vita. Si tratta di temi cruciali per
la civiltà contemporanea, che Balducci
ha trattato non solo con acuta tensione morale ma anche
con un approccio interdisciplinare fecondo, che lo portava
a trascendere i rigidi confini e le ristrettezze dei
saperi codificati.
Questo, che era uno degli aspetti
più specifici del suo fascino intellettuale,
costituisce anche l'eredità che la Fondazione
intende mettere a frutto, affidando a qualificati rappresentanti
del pensiero teologico, filosofico, antropologico, etnologico,
sociologico, psicologico, storico e giuridico l'approfondimento
scientifico e culturale di quei temi, evitando così
il rischio della ripetizione retorica e dell'irrigidimento
ideologico.
In tal senso, questo secondo campo di impegno della
Fondazione può essere definito, non più
su, ma da Balducci, (definizione tesa a sottolineare
l'intento di continuare l'analisi e la riflessione critica
a partire dai percorsi intrapresi del pensiero balducciano).
Esso rappresenta indubbiamente un campo inesplorato
e fecondo per le attività che la Fondazione ha
intenzione di svolgere in vista di una sua apertura
su orizzonti più ampi. Si allegano in questa
prospettiva i programmi di conferenze e riflessioni
svolte negli ultimi anni, dei quali sono stati anche
pubblicati gli atti nei “QUADERNI DELLA
FONDAZIONE” (vedi Catalogo delle pubblicazioni)
ed il programma delle iniziative a livello nazionale,
promosse dalla Fondazione in occasione del decennale
della scomparsa di Balducci.
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